Rilanciare la professione del mediatore culturale

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“Facilitare, aiutare e promuovere l’integrazione sociale e civile e l’inserimento degli immigrati nel territorio”: questa la finalità dei mediatori interculturali che si sono riuniti a Roma, giovedì 18 ottobre prossimo alle ore 15 presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, per una assemblea promossa da Ami Lazio Aps. L’ incontro, che ha raccolto il patrocinio del Comune di Roma, ha proposto la creazione di un albo, per il momento in ambito regionale, ma prossimamente anche a livello nazionale, per valorizzare una  figura, quella del mediatore, che con il suo lavoro mira a rimuovere barriere linguistiche e a promuovere la reciproca comprensione culturale.

Il carattere sempre più multietnico e multiculturale della società italiana è un dato di fatto. La nostra popolazione conta circa 6 milioni di immigrati residenti, più di 70 lingue parlate, e circa 200 paesi di provenienza. In questo contesto, la presenza dei mediatori interculturali in molteplici ambiti pubblici e privati è sempre più richiesta. Al convegno in Campidoglio ha preso parte tra gli speaker, anche Gemma Vecchio, Presidente di Casa Africa e mediatrice culturale lei stessa.

 

Autore: Maria

Responsabile dal 2010 al 2013 della Settimana europea della democrazia locale presso il Consiglio d'Europa (Strasburgo), è stata Segretario Generale della Fondazione Anci Ideali (Bruxelles) dal 2003 al 2009 e dal 1988 dipendente dell'Anci nazionale a Roma, responsabile dal 1995 dell'ufficio per le politiche comunitarie, le relazioni internazionali e il Mezzogiorno. Dal 2017 collabora con Casa Africa.

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