24 ottobre 2016
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ARGINE PRIMA DEL DESERTO “Celebrity for Africa”

Un Progetto per salvare la vita ai giovani africani e dargli un’opportunità e speranza nella loro terra.

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E’  il convegno che si terrà il 28 ottobre 2016: ore 15:00

al Palazzo Giustiniani Sala Zuccari Presso il Senato della Repubblica

Via della Dogana Vecchia, 29 – Roma

organizzata dalla Associazione ONLUS-Casa Africa.
Siete invitati numerosi a partecipare.

 

M.BA- Responsabile Ufficio stampa-Casa-Africa

 

18 ottobre 2016
di lara
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15,7 Miliardi di Euro

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E’ quello che i migranti di tutte le origini avrebbero pagato ai trafficanti che l’hanno portati- o non…, in Europa dal 2013. Secondo Europol, che ha creato il Centro europeo contro il traffico dei migranti, le reti criminali di traghettatori hanno guadagnato dai 3 e 6 milliardi di euro solo nell’ anno 2015. Europol afferma di avere delle informazioni su 40 000 persone sospettate di implicazioni in questo traffico.

29 settembre 2016
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Somalia: presto un Presidente eletto a suffragio indiretto?

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Dopo un rinvio di due mesi, l’elezione del presidente é stata fissata  il 30 ottobre. Prima della elezione, i 54 rappresentanti di una nuova Camera alta saranno scelti 14 000 delegati. Questo processus elettorale a suffragio indiretto doveva inizialmente tenersi in agosto. Sono i grandi elettori-senatori e deputati- che eleggeranno il nuovo Presidente della Repubblica.
Lo svolgimento delle elezioni a suffragio universale, previsto nella Costituzione, é d’ora in poi rinviato al 2020, ma dovrà essere in modo “trasparente e inclusivo”, secondo i termini del Consiglio di sicurezza dell’Onu che é rammaricato di questa relazione. L’attuale capo di Stato, Hassan Cheikh Mohamoud, ha annunciato la sua candidatura per un secondo mandato.

29 settembre 2016
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Eritrea – Etiopia: nuovi rumori di guerra

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Il  12 giugno scorso delle avvisaglie  di guerra si sono di nuovo sentite alla frontiera tra l’Eritrea e l’Etiopia, i due paesi che si accusano a vicenda , di aver iniziato le ostilità.

I due eserciti hanno proceduto ad effettuare raffiche di spari a lunga  distanza e dei movimenti di truppe sono stati evidenziati nella zona frontaliera,  tampone dove si era installato il fronte centrale durante la guerra innescata nel 1998 e  terminata nel 2000 con gli accordi di Alger;  conflitto che aveva fatto più di 70 000 morti in meno di due anni.

Lo scontro del 12 giugno  era scoppiato dopo che un gruppo di giovani Eritrei tentavano di sfuggire in Etiopia,  attraversando la linea del fronte, diventando il bersaglio di una pattuglia dell’esercito. Una versione non confermata.

I due paesi  rimaranno lì?

26 luglio 2016
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2510 Persone

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Sono rimaste morte annegate,  mentre volevano raggiungere l’Europa, a metà giugno del 2016. L’ultima settimana di maggio é stata la più drammatica, con la morte di 880 persone durante i naufragi sulle coste libiche ed italiane.

26 luglio 2016
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L’Aquarius

L'Aquarius - 25 maggio 2016 (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Partito dalla Sicilia il 3 luglio per una nuova campagna di salvataggio nelle acque internazionali di fronte alla Libia, l’ Aquarius, una nave noleggiata dalla associazione SOS Mediterranea, ha soccorso nel suo primo giorno di missione 118 migranti.

26 luglio 2016
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Namibia

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Il genocidio degli Herero sta per essere riconosciuto dalla Germania . Le discussioni tra la Germania e la Namibia sulla riconoscenza del genocidio degli Herero un secolo fa, sono iniziate. Nel 2012, una mozione parlamentare era stata firmata dal ministro tedesco degli Affari esteri, Frank-Walter Steinmeir, secondo la quale “la guerra di distruzione in Namibia di 1904 a 1908 era un crimine di guerra e un genocidio”.

Questo testo non aveva ottenuto, allora, la maggioranza dei voti dei parlamentari. Serve come punto di partenza , oggi, alle negoziazioni. Nel 1904, su ordine del generale Lothar von Trotha inviato nel “Sud-Ovest africano” per reprimere la rivolta del popolo Herero contro la colonizzazione tedesca, 65 000 persone (e più) sono state uccise e i superstiti mandati a morire nel deserto.

Secondo l’attuale ministro degli Affari esteri, Martin Schaefer, “il processus di negoziazione é ben iniziato” e potrà portare un buon esito da qui a settembre 2017. L’accordo, una dichiarazione comune dei due governi, dovrebbe includere delle clausole riguardanti i discendenti delle vittime. Nel 2004, Heidemarie Wieczorek-Zeul, attuale ministro dello sviluppo, aveva presentato le prime scuse tedesche per il massacro che, secondo il suo parere , “sarà considerato, oggi, come un genocidio”.

Dopo aver votato il 2 giugno scorso un testo che riconosce il genocidio armeno dai Turchi, la Germania non può più temporeggiare sulla questione della Namibia. “é dispiacevole , nel contesto dei recenti dibattiti, anche imbarazzante” che la Germania sia ancora a dibattere una dichiarazione sul massacro degli Herero, di un secolo fa, ha dichiarato Norbert Lammert, presidente del Parlamento tedesco.

27 giugno 2016
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BALLI E MUSICHE DAL MALI : ROMA – PIAZZA TESTACCIO LUNEDI’ 27 GIUGNO 2016 ORE 19,30

MALI DANCER

Manacoroni è un villaggio della comunità rurale di Mountoungoula nella regione di Koulikoro, nel sud del Mali (AFRICA), a circa 30 chilometri da Bamako (Capitale del Mali).

In questo villaggio, su iniziativa di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate , una delle caste di “griot” più importanti del Mali, è stato realizzato un Presidio Medico “Centre De Sante Djibi Kouyate”, in cui sono presenti a tempo pieno due medici locali. Detto centro serve un bacino di utenza di 3.000 persone che, sia per motivi economici che logistici (distanza e pessimo stato della viabilità), hanno notevoli difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie della capitale. Nelle adiacenze del Presidio Medico è stata costruita, sempre a spese e iniziativa di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate, una scuola elementare che ospita 385 bambini, divisi per classi secondo il modello di insegnamento francese ed è prevista la realizzazione di un “LABORATORIO PER LE DONNE” ove queste possano apprendere e successivamente svolgere le attività artigianali tipiche quali tessile, terracotta, cosmesi ecc.. I due membri della famiglia Kouyate, che vivono tra il Mali e Stoccarda, sentono come una “missione” il prodigarsi per migliorare le condizioni di vita delle fasce più bisognose della popolazione del loro paese e si occupano anche dell’accoglienza di ragazzi senza famiglia, del loro sostentamento, dell’educazione scolastica, dell’inserimento della loro scuola di danza “African Royal Ballet DJibi Kouyate Mali” e, successivamente, nel mondo del lavoro. I ragazzi che fanno parte di questo corpo di ballo vivono a Bamako, nella capitale, e tutti gli anni, d’estate, vengono in Europa per far conoscere la bellezza e la cultura del balli rituali del Mali, da loro appresa grazie all’insegnamento di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate.

Lunedì 27 giugno 2016 i dieci ragazzi che attualmente compongono il corpo di ballo “African Royal Ballet DJibi Kouyate Mali” si esibiranno a Roma in piazza Testaccio alle ore 19.30 con il loro bellissimo spettacolo, che consiste in un ballo accompagnato da base musicale etnica e al quale siete tutti invitati anche con vostri amici e conoscenti.

Sono ragazzi di grande talento e dotati di grande impegno che vogliono così contribuire a far meditare e sensibilizzare sulle necessità e realtà del loro Paese, ricco di fascino, di storia e di bellezze naturali.

Il tutto grazie anche alla Associazione “Cuore del Mali ONLUS con sede a Firenze, Viale Galileo n. 36/1A (sito www.cuoredelmali.it), e all’Associazione Svizzera Mali Kinder Hilfe Schweiz

17 giugno 2016
di lara
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Il virus Zika torna in Africa

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Il Capo-Verde é il primo paese africano seriamente toccato dalla presenza del virus Zika (7 557 casi sospetti) responsabile di casi di microcefalia in America latina, specialmente nel Brasile.

Una evoluzione giudicata “preoccupante” dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’epidemia di Zika, un virus trasmesso dalla zanzara “Aedes negypti” o tramite rapporti sessuali, si é dichiarato in America latina nel 2015 e si é rapidamente estesa nella regione. Zika era stata scoperta per la prima volta

nel 1947 in Uganda.  L’OMS pensa che é arrivato nelle isole di Capo-Verde attraverso un viaggiatore venuto dall’America del Sud. Poi c’é stata la trasmissione locale, ma non si tratta di casi importati.