26 luglio 2016
di lara
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2510 Persone

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Sono rimaste morte annegate,  mentre volevano raggiungere l’Europa, a metà giugno del 2016. L’ultima settimana di maggio é stata la più drammatica, con la morte di 880 persone durante i naufragi sulle coste libiche ed italiane.

26 luglio 2016
di lara
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L’Aquarius

L'Aquarius - 25 maggio 2016 (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Partito dalla Sicilia il 3 luglio per una nuova campagna di salvataggio nelle acque internazionali di fronte alla Libia, l’ Aquarius, una nave noleggiata dalla associazione SOS Mediterranea, ha soccorso nel suo primo giorno di missione 118 migranti.

26 luglio 2016
di lara
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Namibia

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Il genocidio degli Herero sta per essere riconosciuto dalla Germania . Le discussioni tra la Germania e la Namibia sulla riconoscenza del genocidio degli Herero un secolo fa, sono iniziate. Nel 2012, una mozione parlamentare era stata firmata dal ministro tedesco degli Affari esteri, Frank-Walter Steinmeir, secondo la quale “la guerra di distruzione in Namibia di 1904 a 1908 era un crimine di guerra e un genocidio”.

Questo testo non aveva ottenuto, allora, la maggioranza dei voti dei parlamentari. Serve come punto di partenza , oggi, alle negoziazioni. Nel 1904, su ordine del generale Lothar von Trotha inviato nel “Sud-Ovest africano” per reprimere la rivolta del popolo Herero contro la colonizzazione tedesca, 65 000 persone (e più) sono state uccise e i superstiti mandati a morire nel deserto.

Secondo l’attuale ministro degli Affari esteri, Martin Schaefer, “il processus di negoziazione é ben iniziato” e potrà portare un buon esito da qui a settembre 2017. L’accordo, una dichiarazione comune dei due governi, dovrebbe includere delle clausole riguardanti i discendenti delle vittime. Nel 2004, Heidemarie Wieczorek-Zeul, attuale ministro dello sviluppo, aveva presentato le prime scuse tedesche per il massacro che, secondo il suo parere , “sarà considerato, oggi, come un genocidio”.

Dopo aver votato il 2 giugno scorso un testo che riconosce il genocidio armeno dai Turchi, la Germania non può più temporeggiare sulla questione della Namibia. “é dispiacevole , nel contesto dei recenti dibattiti, anche imbarazzante” che la Germania sia ancora a dibattere una dichiarazione sul massacro degli Herero, di un secolo fa, ha dichiarato Norbert Lammert, presidente del Parlamento tedesco.

27 giugno 2016
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BALLI E MUSICHE DAL MALI : ROMA – PIAZZA TESTACCIO LUNEDI’ 27 GIUGNO 2016 ORE 19,30

MALI DANCER

Manacoroni è un villaggio della comunità rurale di Mountoungoula nella regione di Koulikoro, nel sud del Mali (AFRICA), a circa 30 chilometri da Bamako (Capitale del Mali).

In questo villaggio, su iniziativa di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate , una delle caste di “griot” più importanti del Mali, è stato realizzato un Presidio Medico “Centre De Sante Djibi Kouyate”, in cui sono presenti a tempo pieno due medici locali. Detto centro serve un bacino di utenza di 3.000 persone che, sia per motivi economici che logistici (distanza e pessimo stato della viabilità), hanno notevoli difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie della capitale. Nelle adiacenze del Presidio Medico è stata costruita, sempre a spese e iniziativa di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate, una scuola elementare che ospita 385 bambini, divisi per classi secondo il modello di insegnamento francese ed è prevista la realizzazione di un “LABORATORIO PER LE DONNE” ove queste possano apprendere e successivamente svolgere le attività artigianali tipiche quali tessile, terracotta, cosmesi ecc.. I due membri della famiglia Kouyate, che vivono tra il Mali e Stoccarda, sentono come una “missione” il prodigarsi per migliorare le condizioni di vita delle fasce più bisognose della popolazione del loro paese e si occupano anche dell’accoglienza di ragazzi senza famiglia, del loro sostentamento, dell’educazione scolastica, dell’inserimento della loro scuola di danza “African Royal Ballet DJibi Kouyate Mali” e, successivamente, nel mondo del lavoro. I ragazzi che fanno parte di questo corpo di ballo vivono a Bamako, nella capitale, e tutti gli anni, d’estate, vengono in Europa per far conoscere la bellezza e la cultura del balli rituali del Mali, da loro appresa grazie all’insegnamento di Djibi Kouyate e Djaly Kouyate.

Lunedì 27 giugno 2016 i dieci ragazzi che attualmente compongono il corpo di ballo “African Royal Ballet DJibi Kouyate Mali” si esibiranno a Roma in piazza Testaccio alle ore 19.30 con il loro bellissimo spettacolo, che consiste in un ballo accompagnato da base musicale etnica e al quale siete tutti invitati anche con vostri amici e conoscenti.

Sono ragazzi di grande talento e dotati di grande impegno che vogliono così contribuire a far meditare e sensibilizzare sulle necessità e realtà del loro Paese, ricco di fascino, di storia e di bellezze naturali.

Il tutto grazie anche alla Associazione “Cuore del Mali ONLUS con sede a Firenze, Viale Galileo n. 36/1A (sito www.cuoredelmali.it), e all’Associazione Svizzera Mali Kinder Hilfe Schweiz

17 giugno 2016
di lara
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Il virus Zika torna in Africa

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Il Capo-Verde é il primo paese africano seriamente toccato dalla presenza del virus Zika (7 557 casi sospetti) responsabile di casi di microcefalia in America latina, specialmente nel Brasile.

Una evoluzione giudicata “preoccupante” dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’epidemia di Zika, un virus trasmesso dalla zanzara “Aedes negypti” o tramite rapporti sessuali, si é dichiarato in America latina nel 2015 e si é rapidamente estesa nella regione. Zika era stata scoperta per la prima volta

nel 1947 in Uganda.  L’OMS pensa che é arrivato nelle isole di Capo-Verde attraverso un viaggiatore venuto dall’America del Sud. Poi c’é stata la trasmissione locale, ma non si tratta di casi importati.

9 giugno 2016
di lara
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Il fotografo di fama internazionale maliano Malick Sidibé considerato come uno dei pionieri africani della sua arte, é deceduto a Bamako, all’età di 80 anni, il 14 aprile scorso.  E’ una grande perdita per il Mali e per l’Africa.

“Faceva parte del nostro patrimonio culturale” ha dichiarato la ministra maliana della cultura, N’Diaye Ramatoulaye Diallo.

L’opera di Malick Sidibé é stata riconosciuta ,  tra l’altro con il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (primo fotografo a ricevere il premio alla carriera ), il premio  Hasselblad (Svezia) ed il premio del ICP (Centro international della fotografia, New York).

Attraverso le sue foto realizzate nel suo “Studio Malick” durante gli anni ’50 e ’60, ha consegnato un lavoro di notevole importanza sulla storia africana.

Le sue foto furono una tappa di emancipazione, di agitazioni culturali, di fierezza e di speranza per l’avvenire”, ha sottolineato il jury “PhotoEspana”, attribuendolo il suo premio nel 2009.

5 maggio 2016
di lara
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ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO PER FERMARE L’INGIUSTIZIA CHE SUBISCONO GLI INNOCENTI !

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IL SILENZIO CHE UCCIDE

La miseria a scopo di lucro è una forma di inaudita violenza, che si esprime spesso attraverso un’insistita, quasi compiaciuta esposizione dei volti dei bambini piagati e torturati dalle mosche, dei loro ventri gonfi, dei loro corpi scheletrici, come anche quelli di donne e uomini afflitti dalla fame.
E tutto per guadagnarci sopra. Inoculando inoltre nell’immaginario collettivo l’idea che nero e straniero siano in sostanza sinonimi di malattia e povertà.
Oltre a questa immagine miserabile si aggiunge la beffa dello sfruttamento delle ricchezze naturali appartenenti a questi popoli, ai quali però è negato l’accesso ai guadagni derivanti da queste risorse.
Inoltre guerre, precarietà politica e traffico d’armi destabilizzano molti di questi Paesi ricchi di materie prime. Con le armi costano ben più del cibo… E ci si chiede come mai poi questi Paesi s’indebitino.
Dopotutto, se il ricco Occidente gode di tecnologie all’avanguardia e utilizza sofisticati macchinari è grazie alle materie prime dei cosiddetti Paesi poveri.
Quell’Occidente che produce cibo in quantità pari a una volta e mezzo quello che consuma, laddove poi solo una minima quantità di ciò che avanza viene consegnata al banco alimentare, mentre la maggior parte viene smaltita, anziché sfamare i bisognosi. Inoltre lo smaltimento di questo cibo produce emissione di CO2, inquinando. Come sappiamo attraverso le cronache e i racconti di coloro che scappano dalla loro terra, come tanti africani, siriani, afghani, iracheni, è chi progetta a tavolino i conflitti in questi Paesi responsabile della loro devastazione, più ancora delle catastrofi naturali che talvolta vi si abbattono.
Ma i mercanti della morte non vengono puniti per i loro crimini contro l’umanità. E allora, quale democrazia e quale civiltà è quella che permette tutto questo?
Il seguente testo è un sermone del pastore Martin Niemöller sull’inattività degli
intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e delle purghe dei
loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo.
La poesia è ben conosciuta e frequentemente citata, ed è un modello popolare per
descrivere i pericoli dell’apatia politica, e come essa alle volte inizi con un odio
teso ad impaurire obiettivi e di come alle volte esca fuori controllo.
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché
rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano
antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Quindi nessuno è immune. Tutto quello che capita agli altri può capitare a chiunque di noi. L’indifferenza uccide.

Devolvi il 5 x mille a Casa Africa per contribuire al sostegno allo sviluppo e all’emancipazione dell’Africa. 
C.F. 97533990582

28 aprile 2016
di lara
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Tubercolosi

tubercolosi

Più di 100 000 casi sono stati scoperti in RD.Congo all’anno. La Repubblica democratica del Congo (RDC), é uno dei paesi dove la tubercolosi rimane un problema di salute pubblica maggiore . Secondo delle statistiche del Servizio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), la RDC, é uno dei paesi che conta tra le trenta nazioni a carico elevato della tubercolosi nel mondo, ma anche, uno dei quattro paesi della regione con una pesante presenza della tubercolosi multi-resistente. Per fare fronte a questo, la RDC, ha introdotto il supporto gratuito, della presa in carico dei malati di tale malattia infettiva. Attualmente, il paese registra un tasso dell’87% di successo terapeutico per un tasso di rivelazione del 52%, secondo il rapporto mondiale sulla tubercolosi.